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Giro in bicicletta nella natura pavese: i percorsi ciclabili più tranquilli e meno conosciuti

Chiara Benedettidi Chiara Benedetti· 09/08/2026 14:18
Giro in bicicletta nella natura pavese: i percorsi ciclabili più tranquilli e meno conosciuti

Vuoi pedalare lontano dal traffico? Scegli l’alzaia del Ticino da Pavia a Bereguardo, l’anello Bosco Grande–Bosco Negri, le risaie tra Mortara e Castello d’Agogna, gli argini del Po da Portalbera ad Arena Po, l’argine dello Staffora tra Codevilla e Bressana e il silenzioso Vigevano–Sforzesca. Sono facili, poco battuti, perfetti per soste foto e picnic.

Alzaia del Ticino: Pavia–Bereguardo

Tratto ombreggiato, fondo sterrato compatto, rumore d’acqua costante. Circa 22 km solo andata, dislivello minimo. L’ambiente fluviale regala lanche, aironi, spiaggette di ghiaia per una pausa pranzo.

Punto di partenza comodo: Pavia, lato ovest del ponte Coperto. Segui l’alzaia verso nord fino al ponte di barche di Bereguardo. Nei giorni feriali quasi deserto; al mattino presto luce radente ideale per riflessi. Io scatto spesso tra le querce a ridosso delle anse.

Per famiglie: fattibile con bambini abituati a 15–20 km; portare acqua e repellente. Area tutelata dal Parco Lombardo della Valle del Ticino: resta sui tracciati, niente fuochi.

Anello Bosco Grande e Oasi Lipu Bosco Negri

Itinerario breve e boschivo, alle porte di Pavia. 12–16 km di strade bianche e piste forestali, ritmo lento, tanta ombra. Silenzio, caprioli all’alba, passeriformi nei cespugli.

Partenza dal parcheggio del Bosco Grande, proseguendo su viabilità agricola fino all’Oasi Lipu Bosco Negri e ritorno su variante est. Fondo buono, adatto a city bike robuste e gravel. Perfetto per famiglie: aree picnic attrezzate e sentieri natura.

Foto: macro di foglie e cortecce dopo la pioggia, controluce nei viali di robinie. In autunno tappeti di foglie e funghi, in primavera orchidee spontanee (non raccogliere).

Risaie di Lomellina: Mortara–Castello d’Agogna–Cozzo

Campi allagati, filari di pioppi, strade poderali senza auto. Anello di 35–45 km con partenza consigliata da Mortara stazione. Fondo misto asfalto secondario e sterrato fine, pianeggiante.

Periodo top: aprile–maggio, quando l’acqua trasforma le risaie in specchi per il cielo. Aironi guardabuoi, cavalieri d’Italia, riflessi perfetti all’ora d’oro. Lungo il percorso, deviazione verso la Garzaia di Celpenchio (riserva: accessi e osservazione da punti dedicati, in silenzio).

Soste: cascine con cortili storici (chiedere sempre prima di entrare), argini erbosi per picnic. Attenzione ai mezzi agricoli: dare la precedenza e segnalarsi da lontano.

Argini del Po: Portalbera–Arena Po–San Zenone

Grande fiume, golene, sabbioni. Circa 30 km a/r tra argine maestro e strade vicinali. Vento spesso presente: scegliere l’andata controvento.

Punti panoramici sugli alti argini, pioppeti ordinati, garzaie minori nelle lanche. In estate spiaggette sul Po per pausa con vista barche; in inverno nebbia fotogenica su campi e filari.

Sicurezza: evitare periodi di piena e fango in golena. Fondo variabile: meglio coperture da 35–40 mm. Fontanelle scarse: riempire le borracce nei paesi.

Argine dello Staffora: Codevilla–Voghera–Bressana

Fiume minore, quiete massima. 28 km lineari, quasi tutto su argine e strade bianche di servizio. In primavera, canneti e rondini radenti; in autunno colori caldi tra vigne basse dell’alta pianura.

Partenza da Codevilla (facile parcheggio), passaggio a sud di Voghera evitando i viali. Tratto finale verso Bressana su argine ampio, sempre isolato. Fondo regolare, adatto a trekking bike.

Consigli foto: prospettive sui meandri dello Staffora dai cavalcavia arginali, controluce al tramonto. Per picnic, radure ombreggiate a bordo fiume, senza lasciare tracce.

Vigevano–Sforzesca: tra cascine e boschi

Dal centro storico verso sud-ovest, pochi chilometri per uscire dal traffico e tuffarsi in campi, rogge e querceti. 20–25 km a/r, strade bianche ben battute.

La Sforzesca è un borgo agricolo con geometrie rinascimentali; oltre, sentieri nel Parco del Ticino conducono a lanche appartate. Miglior orario: tardo pomeriggio per luce obliqua sulle risaie asciutte.

Weekend affollati in piazza Ducale, ma già a 10 minuti dal centro torna il silenzio. Ideale per famiglie con ragazzi.

Quando andare e cosa portare

Primavera e inizio autunno sono le stagioni migliori. In estate, uscita all’alba o dopo le 17. In inverno, strati termici e guanti.

Kit essenziale: camere d’aria, pompa, luci, mappa offline. Zaino leggero, telo picnic, sacchetto per i rifiuti. Repellente zanzare da maggio a settembre. Binocolo per garzaie.

Sicurezza e rispetto

Su tratti condivisi con auto e trattori valgono le norme del Codice della strada. Rendi visibile la tua presenza, modera la velocità in prossimità di pedoni e animali, dai la precedenza ai mezzi agricoli.

Nei tratti gestiti dal Parco Lombardo della Valle del Ticino resta sui sentieri, non usare il drone senza autorizzazione, non entrare nelle aree di nidificazione. Chiudi i cancelli rurali dopo il passaggio.

Come arrivare e varianti

Pavia, Mortara, Vigevano e Voghera hanno stazioni ferroviarie utili per abbinare treno+bici. Verifica gli orari e le regole di trasporto prima della partenza.

Varianti rapide: dall’alzaia del Ticino svolta su Zerbolò per un anello misto bosco-risaie; dalle risaie di Mortara prolunga a Parona per osservare i canali storici. Lungo il Po, estendi fino a Monticelli Pavese se il vento è favorevole.

Queste strade chiedono poco e restituiscono molto: tempo sospeso, luce pulita, incontri alati. Io ci torno ogni stagione, con la fotocamera nello zaino e il pranzo al sacco. Il Pavese, fuori rotta, sa ancora sorprendere.

Chiara Benedetti
Chiara Benedetti

Chiara, giovane appassionata di fotografia naturalistica, ama percorrere la Valle del Ticino e raccontare ai lettori i migliori scorci per scattare e rilassarsi. Offre consigli per picnic, passeggiate a misura di famiglia e piccole perle poco note ai turisti.