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Dove osservare le cicogne nella Lomellina? I punti di avvistamento segreti amati dai fotografi

Samuel Valtieridi Samuel Valtieri· 03/08/2026 11:31
Dove osservare le cicogne nella Lomellina? I punti di avvistamento segreti amati dai fotografi

Con l’arrivo della primavera, quando le risaie si riempiono d’acqua e la luce si allunga verso sera, la Lomellina torna a essere una passerella naturale per la cicogna bianca. Chi: fotografi e curiosi. Cosa: avvistamenti ravvicinati. Dove: tra Ticino e Po, nel cuore agricolo del Pavese. Quando: da marzo a giugno per i nidi, fino a settembre per i giovani in volo. Perché: l’acqua bassa e gli insetti delle risaie offrono un buffet irresistibile. Io ci vado in bici, con taccuino e teleobiettivo, per raccontare luoghi e pratiche utili a chi vuole viaggiare slow senza disturbare la fauna.

Quando andare e come si muovono le cicogne in Lomellina

Il picco di attività è tra fine marzo e maggio, periodo di corteggia mento e nidificazione. A luglio-agosto si vedono spesso i giovani all’addestramento al volo. In giornate ventose e luminose le cicogne sfruttano le correnti ascendenti sopra gli argini del Ticino.

Alba e tramonto sono le finestre più redditizie per chi fotografa: controluce morbidi, meno traffico agricolo e soste più lunghe degli uccelli in alimentazione. Dopo la sommersione primaverile, le risaie tra Mortara e la bassa Lomellina diventano veri set naturali.

Gli spot lungo le risaie tra Mortara, Cozzo e Sant’Angelo

La fascia agricola a nord e a sud di Mortara, spingendosi verso Cozzo e Sant’Angelo Lomellina, è uno dei corridoi più fedeli. Le cicogne pattugliano i margini dei campi allagati e i canali irrigui, alternando brevi planate a soste su pali e tetti di cascine.

Per chi arriva in bici: seguire le strade bianche che corrono parallele alle rogge, restando sempre all’esterno dei poderi. I fotografi locali preferiscono i punti con fondo stabile e banchina larga per appostarsi senza intralciare trattori o auto di servizio. Un accorgimento semplice: mettersi con il sole alle spalle e il vento laterale, così gli uccelli atterrano spesso frontali all’obiettivo.

Nei weekend di maggio, complice il silenzio relativo, ho contato più passaggi nella fascia tra le cascine storiche e i canali principali. Le piattaforme-nido su tralicci elettrici possono aiutare l’orientamento, ma mantenetevi sempre a distanza di sicurezza, senza mai oltrepassare cancelli o argini privati.

Cascina Venara e l’anello di Zerbolò

All’interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino, l’area di Zerbolò e Cascina Venara è un riferimento noto, dove la cicogna è tornata a nidificare stabilmente. Le piattaforme-nido sono visibili dalla viabilità poderale, senza necessità di entrare nelle corti.

Vi arrivo spesso pedalando da Garlasco lungo gli argini del Ticino, poi un breve raccordo su sterrato porta al perimetro delle marcite. Al mattino presto si colgono gli scambi tra adulti al nido e i voli di approvvigionamento sulle lanche. Le guide del parco lo ricordano da anni: “La distanza è la prima forma di rispetto; le cicogne tollerano la presenza, ma non l’insistenza”.

La Sforzesca di Vigevano e le alzaie del Ticino

Intorno alla Sforzesca, tra canali storici e filari, i tetti delle cascine e i pali dei campi offrono spesso posatoi privilegiati. Le cicogne sfruttano anche i campi spagliati poco dopo il taglio del foraggio, quando aumentano cavallette e piccoli roditori.

L’alzaia del Ticino tra Vigevano e Bereguardo è una linea bike-friendly che consente rapide deviazioni verso le aree agricole interne. In più punti si incrociano garzaie di aironi e nitticore: segnali che l’habitat è sano e ricco di cibo. In primavera, tra una curva e l’altra, non è raro vedere una coppia di cicogne che veleggia alta, per poi calare sulle risaie più tranquille.

Itinerari bike-friendly e accessi consigliati

- Anello delle Risaie di Mortara (28-35 km, fondo misto). Partenza dalla stazione ferroviaria, uscita su strade secondarie e strade bianche verso Cozzo e rientro lungo le rogge. Ideale in aprile-maggio.

- Anello del Ticino da Garlasco a Zerbolò (32 km, sterrato facile). Dall’argine maestro si scende a contatto con lanche e boschi planiziali, con deviazione verso Cascina Venara. Perfetto al mattino presto.

- La Sforzesca e i canali storici (25 km, asfalto + sterrato). Giro adatto anche a gravel e city bike, con pause fotografiche su canali e marcite.

Consiglio pratico: portate una giacca antivento leggera per gli appostamenti e una sacca impermeabile per proteggere l’attrezzatura dagli spruzzi delle ruote su ghiaia bagnata.

Etica di campo e norme da conoscere

Molti dei siti menzionati rientrano nella Rete Natura 2000 e nella Zona di protezione speciale del Ticino. Restare sui sentieri pubblici ed evitare i margini dei nidi è obbligatorio. Mai usare droni vicino alla fauna e alle cascine senza autorizzazioni: oltre a stressare gli animali, si rischiano sanzioni e sequestri.

Sugli argini vige spesso un limite di velocità e il transito può essere vietato ai mezzi a motore non autorizzati. In bici si passa quasi ovunque, ma cedete sempre la precedenza ai mezzi agricoli e ai manutentori dei canali. Un comportamento discreto vale più di qualsiasi teleobiettivo.

Consigli foto-video per scatti puliti

Un 300-400 mm è la base; chi usa sensori APS-C guadagna portata senza penalizzare troppo la nitidezza. Io preferisco un monopiede leggero: veloce da piantare sulla ghiaia e meno invadente del cavalletto.

Tempi rapidi (1/1600–1/2500) congelano il battito d’ali; con luce radente, un polarizzatore aiuta a tagliare i riflessi dell’acqua delle risaie. Attenzione all’esposizione: il bianco della cicogna può bruciare le alte luci, meglio una leggera sottoesposizione (-0,3 / -0,7 EV) e recupero in post.

Per i video, disattivate i beep e usate otturatore silenzioso. Lo slow motion a 100/120 fps restituisce bene l’eleganza delle planate. Se il vento gira e gli uccelli cambiano asse d’atterraggio, spostatevi con calma: l’azione tornerà spesso sullo stesso filare o canale.

Perché tornare: una Lomellina che cambia

Negli ultimi mesi i lavori di manutenzione dei canali e le pratiche agricole più attente all’acqua hanno regalato finestre di biodiversità preziose. “Dove l’acqua resta più a lungo, tornano insetti, anfibi e quindi cicogne”, mi ha spiegato una guida del Parco del Ticino durante un sopralluogo all’alba.

È il motivo per cui continuo a documentare questi itinerari lenti in bicicletta: la Lomellina, quando respira con i suoi ritmi d’acqua, offre spettacoli naturali che si possono vivere da vicino, con rispetto e pazienza. E ogni primavera, tra il fruscio delle risaie, arriva puntuale il battito d’ali che aspettavamo.

Samuel Valtieri
Samuel Valtieri

Samuel, videomaker amatoriale, documenta gite fuori porta in Lombardia utilizzando la bicicletta come mezzo privilegiato. I suoi reportage pieni di dettagli pratici mostrano parchi naturali, piste ciclabili e location insolite per chi vuol viaggiare slow e sostenibile.